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Tarallo dell’Immacolata “U Ficcilatidd”: Presentata la Candidatura Ufficiale a PAT – Un Atto Storico per Matera

Matera, 12 dicembre 2025

L’Associazione “Città del Pane e del Grano di Matera” annuncia con grande soddisfazione di aver formalmente depositato la documentazione completa per la candidatura del Tarallo dell’Immacolata (noto localmente come “U Ficcilatidd”) a PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), presso gli uffici competenti della Regione Basilicata. L’istanza è destinata all’Elenco Nazionale dei PAT curato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Questo importante passaggio segna un potenziale momento storico: se la candidatura verrà accolta, il Tarallo dell’Immacolata sarà il primo Prodotto Agroalimentare Tradizionale riconosciuto e tutelato della città di Matera.

La Storicità: Oltre 25 Anni di Tradizione e Devozione

I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) rappresentano un patrimonio culturale e gastronomico. Il riconoscimento richiede la dimostrazione di metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate in maniera omogenea sul territorio per un periodo non inferiore ai venticinque anni.

Come evidenziato nel dossier di candidatura, il “Ficcilatidd” soddisfa ampiamente tale requisito. La sua preparazione è strettamente legata alla Vigilia dell’Immacolata Concezione (7 dicembre) e all’apertura del periodo natalizio, mantenendo una ricetta immutata nel tempo.

“Sarebbe il giusto riconoscimento,” dichiara Domenico Bennardi, Presidente della Rete Città del Pane e del Grano, “per un prodotto che non solo vanta una storia ultraventicinquennale, ma che porta con sé una bellissima storia fatta di devozione, magia e folklore popolare.”

L’Unicità del Tarallo Materano: La “Farina di Fiore”

Un elemento distintivo messo in risalto nella scheda tecnica è l’uso esclusivo della Farina di Grano Tenero nella tradizione materana. Questa scelta non è casuale: anticamente chiamata “farina di fiore” o “farina bianca” dai panificatori, il suo candido cromatismo simboleggiava la purezza della Madonna Immacolata, distinguendo chiaramente il “Ficcilatidd” da altre preparazioni simili diffuse, ad esempio, nei vicini comuni pugliesi dove si usava mescolare farina di grano tenero e grano duro.

Un Lavoro di Rete e di Ricerca Approfondita

L’Associazione ha curato la raccolta di un nutrito dossier storico e tecnico. Questo è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione di:

  • I panificatori materani associati, custodi delle antiche ricette.
  • L’Associazione MUV Matera e la condotta Slow Food di Matera.
  • Confesercenti di Matera.

“Un sincero ringraziamento va a tutti i soggetti citati che ci hanno fornito testimonianze, fonti d’archivio, articoli di giornale e antiche ricette,” aggiunge Bennardi. L’Associazione ringrazia anche gli uffici regionali del Dipartimento Politiche Agricole e l’Assessore di competenza, Carmine Cicala, per il supporto e l’attenzione dimostrata.

Prospettive Future: Un Omaggio a Matera 2026

Il Ministero dell’Agricoltura valuterà la documentazione e l’esito della selezione è atteso tra febbraio e maggio 2026.

L’auspicato riconoscimento a PAT rappresenterebbe un omaggio significativo in vista del 2026, anno in cui Matera si appresta a celebrare il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Il Tarallo dell’Immacolata, con le sue analogie culturali e culinarie con altre tradizioni del bacino mediterraneo (come il Ficățel in alcune tradizioni rumene o altri pani votivi), è un simbolo gastronomico che rafforza il ruolo di Matera come ponte tra culture e storie.

Si confida che questo percorso possa celebrare e tutelare l’identità alimentare di Matera per le generazioni future.

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